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Chi più spende meno spende.

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Si è vero la cosiddetta saggezza popolare spesso sfocia nel populismo ed è quindi deleteria, ma talvolta invece ha pieno senso logico.

E' noto che nell'acquisto di prodotti il prezzo deve essere considerato con un diretto rapporto con la qualità. Nei servizi poi immaginate chi sceglierebbe di andare dal medico meno costoso, magari per un problema serio di salute.

Quindi è notorio che chi compra un prodotto o servizio da poco prezzo rischia di spendere male i propri denari e di fatto dover poi scoprire di aver speso di più di quello che avrebbe speso comprando un prodotto migliore ad un prezzo più elevato.

E così quando un Collega mi ha riferito della breve intervista rilasciata dal presidente AIBA ad una radio nazionale effettuata all'alba e dove il presidente con voce roca dovuta alla levataccia e con un poco radiofonico fortissimo accento dialettale, esortava gli assicurati italiani a scegliere la polizza auto meno costosa.

Il “prezioso” consiglio veniva diramato a tutti gli ascoltatori precisando che questa opinione giungeva nella sostanza e nella forma dal presidente dell'AIBA.

Quindi il presidente, di cui da tempo chiedo inutilmente le dimissioni, ritiene corretto far passare a nome della Categoria, il messaggio agli assicurati che li esorti a scegliere la polizza meno costosa e quindi la peggiore.

Che strano però che quando si tratta di scegliere i collaboratori meno costosi, ovvero evitare sprechi di denaro degli associati, o abbassare le quote associative lo stesso personaggio scelga invece il prezzo più alto. Non avrete di certo dimenticato che solo a causa dei miei interventi AIBA è stata costretta a ridurre le quote associative ed il costo della loro polizza che vendono, come altri, ai propri associati.

Secondo questa evidente incoerenza, l'intermediario assicurativo dovrebbe vendere il prodotto più scadente, girare a bordo di auto cinesi, comprare orologi cinesi e mangiare cibo scadente.

Invece, caro presidente, gli intermediari assicurativi, che non sono rappresentati da te o dall'AIBA, puntano come è logico all'eccellenza. Puntano a parlare un italiano corretto, cercano di migliorare le conoscenze tecniche, il loro aspetto, l'aspetto dei loro uffici e cercano di offrire ai propri clienti i migliori prodotti e non porcheria da mercatino di stranieri asilanti.

Forse il presidente AIBA non sa, troppo impegnato in pranzi e cene ufficiali, che la polizza RC Auto è un contratto molto complesso e composto da clausole che vanno lette e valutate con grande attenzione. Il prezzo è solo un aspetto ed è del tutto marginale.

Tempo sprecato a spiegare l'ovvio a chi, membro della vecchia guardia, pensa che l'intermediario bravo sia chi porta a casa l'affare al prezzo più basso. Del resto trovo scandaloso che alcuni dei più grossi contribuenti di AIBA (la quota si paga in base alle provvigioni fatturate ed i voti seguono questo rapporto quindi i medi e piccoli intermediari, se pagano una quota ad AIBA, di fatto finanziano i loro avversari) si presentino a pittoresche gare di appalto per ottenere l'incarico di brokeraggio da qualche associazione di professionisti e spesso tali incarichi, che ricordo, cari furbetti, riguardano l'associazione e non gli associati che invece potranno dare mandato all'intermediario che preferiscono, siano aggiudicati in base a punteggi che tengano conto oltre che di dati bizzarri come il numero di sedi o il numero di dipendenti, del fatto che l'intermediario applichi consistenti sconti sulla propria provvigione (pensando a torto di non dover pagare nulla all'intermediario del professionista) e quindi di fatto svendendo ed umiliando la nostra attività.

Cari signori è finito il tempo dove potevate fare i furbi sicuri dell'impunità. Ora sappiate che se farete una convenzione assicurativa per una associazione dovrete pagare le provvigioni all'intermediario incaricato dall'assicurato. E se i probiviri AIBA (sordi alle mie richieste di dimissioni) continuano imperterriti a sputare sentenze dove attribuiscono diritti a percepire provvigioni per i loro associati in base a regole stile “rotary club” (senza offesa per il Rotary International), il Mondo va avanti e gli intermediari non staranno a guardare mentre alcuni grossi cercano di sottrarre le provvigioni e contemporaneamente svendono l'attività dell'intermediario e rovinano il mercato con prezzi privi di equilibrio tecnico.

Basta continuare con questa metodologia: gli intermediari assicurativi sono persone serie, il loro lavoro deve essere adeguatamente remunerato e soprattutto deve finire la concorrenza poco leale, dei grossi intermediari e di alcuni assicuratori.

Basta con i cartelli, gli incarichi in esclusiva, gli assicuratori che operano solo con il tal intermediario e non con tutti.

Questi atteggiamenti dovranno essere oggetto di denuncia e ferma lotta legale a 360 gradi.

Il Mondo è cambiato: gli accordi sottobanco, i cartelli ed i furbi ora hanno le ore contate.

Non vi aspettate che le associazioni possano fare qualcosa per voi, queste sono gestite con l'idea della vecchia guardia che vede le associazioni come centri di potere.

Non rinnovate quindi quote associative a queste associazioni che useranno i vostri soldi per dire al pubblico baggianate come quella che il miglior contratto assicurativo è quello che costa meno.

Sappiamo tutti come sia difficile reperire imprese di assicurazioni serie e solvibili. Come dietro l'angolo sia sempre presente il rischio di frodi e raggiri. Come sia frequente l'appropriazione indebita dei premi da parte degli intermediari assicurativi, favoriti dal fatto che molte imprese di assicurazioni sono incapaci di gestire loro l'incasso dei premi.

Nelle pagine seguenti presentiamo i nostri prodotti Rc professionali 2013 per le categorie che trattiamo, a causa del dumping di prezzi e l'eccessiva quantità di sinistri, abbiamo deciso di non offrire una RC Professionale per i Notai italiani e naturalmente i Medici. Altre professioni tuttavia verranno aggiunte ma ricordiamo che la polizza RC Professionale si può stipulare solo in presenza di un albo professionale ed una attività professionale regolamentata. Non sono ovviamente assicurabili, anche se in giro ci sono delle polizze, attività che non sono regolamentate da un albo.

Inoltre in assenza di una presa d'atto da parte degli Ordini professionali della necessità di una maggiore attenzione da parte loro al problema dell'assicurazione professionale, che non deve essere vista solo come possibilità di una convenzione assicurativa (che secondo la logica alcun Ordine dovrebbe avere interesse a fare ed invece pare esserci la corsa alla vendita delle polizze – chissà per quale ragione), ma richiede di affrontare problemi molto più importanti quali:

  • garanzia di continuità della copertura (un assicurato che si trovasse a perdere la polizza perderebbe la possibilità di lavorare e questo va in qualche modo gestito dagli Ordini);

  • garanzia di assicurabilità dei Professionisti: non si può imporre per legge l'obbligo a contrarre per le imprese di assicurazioni, si deve al contrario rendere il rischio sempre più gestibile, da un lato prevedendo e soprattutto applicando, sanzioni disciplinari serie nei confronti dei professionisti che commettono errori e dall'altro fare in modo che il servizio Giustizia tenga conto come non si possa più dare sempre la colpa al professionista magari aggiungendo “tanto c'è l'assicurazione”, come per troppi anni si è fatto con i medici italiani;

  • lo Stato deve essere sensibilizzato sul fatto che stia imponendo obblighi assicurativi su contratti dove il 22,25% del premio viene incamerato dallo Stato come tassa sul premio. Questa percentuale va rivista al ribasso per rispetto alla logica dell'introduzione dell'obbligo assicurativo e per rispetto all'intermediario che solitamente percepisce una provvigione (soggetta a sua volta ad ulteriore tassazione) ben più bassa delle tasse che raccoglie gratis per lo Stato;

  • garanzia di serietà dell'impresa di assicurazioni che deve offrire prodotti i cui contenuti tecnici dimostrino la conoscenza della professione che stanno assicurando (ancora oggi ci sono polizze per i Commercialisti che estendono il rischio all'attività di Amministratore o Consigliere, quando è pacifico che tale attività non possa essere coperta dalla polizza RC Commercialista, oppure ci sono imprese o intermediari che altro non sanno fare che copiare i testi di polizza di altri – alcuni arrivano anche al punto di chiamarci e chiederci l'invio del testo di polizza perché non sono neppure capaci di scaricarlo dal nostro sito web). Per questi, che vanno in giro a decantare polizze a prezzi vantaggiosi, come una collega milanese che invia messaggi di spam (posta elettronica non richiesta) annunciando addirittura lo sconto a tappeto del 30%, arriverà il tempo in cui dovranno scegliere o imparare a fare una polizza o cambiare mestiere.

Non diamo la colpa alla crisi se qualche azienda chiude, se questo è il livello la chiusura di certe aziende è solo un bene per il mercato. Sarebbe auspicabile una maggiore offerta da parte del mercato assicurativo ma evidentemente, sempre per favorire i grossi, ci sono mille ostacoli alla nascita di nuove imprese di assicurazioni serie ed anche se ci fossero, come ci sono state, sono state presto affossate da quegli intermediari che sbagliando gli hanno rifilato grossi rischi a prezzi troppo bassi.

Nelle pagine che seguono i nostri nuovi prodotti che da 25 anni hanno un prezzo simile, non eccessivo, ma non per tutti gli assicurati (la selezione che effettuiamo è molto elevata) e che si è rivelato sostenibile consentendo di pagare rapidamente tutti i sinistri (gestiti da noi direttamente) che inevitabilmente capitano ai professionisti che lavorano.

 Alessandro Nosenzo

 

 

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