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Assistenza Fiscale e Visti di Conformità

La garanzia è prestata solo all'interno della polizza completa RC Professionale e non è più concedibile singolarmente.

L'elenco dei Professionisti abilitati all'Assistenza Fiscale mediante apposizione del Visto di Conformità è consultabile qui.

In esito alla collaborazione fra A.N.I.A. (Associazione Nazionale Imprese di Assicurazioni) ed la Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti, è stata attivata una procedura di raccolta telematica dell'elenco dei soggetti con polizza Adeguata per l'attività di Assistenza Fiscale mediante apposizione del Visto. Questa procedura a cui abbiamo aderito e dato il nostro contributo inviando l'elenco dei Professionisti da noi Assicurati dovrebbe risolvere il problema relativo alle erronee richieste di adeguaemnto del contratto dopo l'approvazione del Decreto 50/2017.

Per attestare la corrispondenza del nostro contratto alle disposizioni di Legge in materia è disponibile la nostra dichiarazione sottoscritta digitalmente da inviare alla DRE di competenza. Tale dichiarazione è scaricabile nel seguenti link:

Con decreto legislativo il Governo ha modificato i limiti delle compensazioni (IVA e Imposte sui redditi) per le quali è obbligatlorio il visto di conformità. Il nuovo limite, stabilito dal Decreto n. 50 del 24.4.2017 (tale decreto è stato convertito il 15.6.2017) è ora pari ad Euro 5.000,00. Poichè la nuova norma ha solo esteso l'obbligo di assistenza fiscale ma non ha variato in alcun modo l'attività di assistenza fiscale non è necessaria alcuna variazione del contratto di assicurazione in corso, purchè oviamente lo stesso preveda la garanzia per l'attività di assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità. Sul punto alcune informazioni pubblicate dalla stampa hanno reso necessaria la nostra presa di posizione perchè numerose Direzioni Regionali delle Entrate hanno richiesto invece una appendice di variazione al contratto che non sembra essere necessaria. Si veda anche la nostra comunicazione.

l'IVASS ha emesso la propria lettera al Mercato prot. n. 51-15-000366 del 19.3.2015 con la quale ha sancito l'assicurabilità delle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero state richieste al Contribuente in caso di visto sui modelli 730, confermando tuttavia l'inassicurabilità delle sanzioni amministrative. Inoltre in seguito alla emissione da parte della Direzione Centrale delle Entrate della circolare 7E con le istruzioni per l'assicurazione dell'assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità, sono emersi i seguenti punti (evidenziamo con grande rammarico come la Direzione Centrale delle Entrate abbia inteso emanare le istruzioni solo pochi giorni prima dell'applicazione in massa della norma - 28.2.2015. Con questo modo di operare il Governo ha certamente creato dei problemi ai Commercialisti Italiani che al contrario dovrebbero essere agevolati nel loro difficile compito. Del resto il Governo ha attuato questa discutibile modifica mediante Decreto Legislativo quindi evitando la discussione parlamentare e soprattutto non consentendo il tempo necessario alla interpretazione delle nuove norme):

Sono emersi i seguenti punti:
1) il nuovo massimale di Euro 3.000.000,00 e le nuove condizioni si applicano ai vecchi contratti di assicurazione a partire dal 13.12.2014 (data di decorrenza del contratto richiesta) con necessità quindi di aggiornamento o sostituzione delle precedenti assicurazioni per adattarle alle nuove condizioni richieste.
2) dal 13.12.2014 i rinnovi di assicurazioni o le nuove assicurazioni devono contenere le nuove condizioni normative e massimale minimo di Euro 3.000.000,00.
3) Le sanzioni amministrative di cui all'art. 39 comma 1 lettera a) Dlgs 9 Luglio 1997 n. 241 (da Euro 258,23 a 2,582.23) che il Decreto Legislativo impone di assicurare, essendo Sanzioni Amministrative non sarebbero più assicurabili secondo l'autorevole parere dell'IVASS.

A questo punto seppur nell'incertezza della situazione e SENZA ALCUNA GARANZIA IMPLICITA OD ESPLICITA DA PARTE NOSTRA CIRCA L'ADEGUATEZZA DEL CONTRATTO ALLE DISPOSIZIONI DELLE AUTORITA' O DELL'EMISSIONE DEL CONTRATTO IN TEMPO UTILE, abbiamo realizzato una possibile soluzione assicurativa come segue (QUESTA SOLUZIONE E' RISERVATA SOLO AI NOSTRI CLIENTI):

Si precisa che, come sancito dalla Circolare 28/E del 25 settembre 2014 della Direzione Centrale della Agenzia delle Entrate (paragrafo 4) "la copertura assicurativa deve riferirsi alla prestazione dell'assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni, ai sensi dell'art. 35 del decreto legislativo n. 241 del 1997, senza alcuna limitazione della garanzia ad un solo specifico modello di dichiarazione".  Pertanto in confomità a queste disposizioni, tutora in vigore, abbiamo redatto il contratto di assicurazione da noi proposto.

In relazione alla nuova normativa attualmente in vigore il contratto base, purché stipulato con massimale di Euro 1.000.000,00 o superiori, può essere esteso su richiesta ad uno od entrambi i seguenti rischi:

      1. assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità esclusi i Mod. 730 con il limite di 3.000.000,00 come previsto dalla normativa;
      2. assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità compresi i Mod. 730 con il limite di 3.000.000,00 come previsto dalla normativa.
      • Chi avesse in corso con noi assicurazione separata per l'assistenza fiscale mediante apposizione dei visti di conformità, potrà unificarla con il contratto principale;
      • chi è titolare di contratto di assicurazione per CAF Professionisti (quindi non chi ha solo l'autorizzazione a apporre i visti) dovrà sostituire il contratto adeguando condizioni e massimale inviandoci la relativa richiesta;
      • chi ha contratti di collaborazione con CAF Impresa non dovrà, come già non doveva in passato, effettuare alcuna specifica assicurazione e quindi potrà mantenere il suo attuale contratto.

Ricordiamo che la nuova normativa pone a carico del Professionista gli importi per sanzioni di cui all'art 39 comma 1 lettera a) Dlgs 9 Luglio 1997 n. 241 (da Euro 258,23 a 2,582.23) e le imposte, tasse e contributi che sarebbero stati a carico del contribuente nel caso di compilazione del modello 730.

Per ottenere la variazione si prega scaricare dal nostro sito il relativo modulo proposta come segue:

I titolari di contratto Small Office non potranno adeguare il massimale per i visti ma dovranno necessariamente aggiornare il contratto alla formula completa con massimale minimo di Euro 1.000.000,00 ovvero stipulare a parte un contratto solo per l'Assistenza Fiscale mediante l'apposizione del Visto di Conformità.

Cronistoria dei Visti:

la pubblicazione in data 28.11.2014 del Decreto Legislativo n. 175 del 21.11.2014 ha cambiato l'articolo 6 del D.M. 164 del 1999 aumentando, a decorrere dal 13.12.2014, il massimale minimo dell'assicurazione per l'attività di assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità ad Euro 3 Milioni ed ha incluso, nell'obbligo assicurativo, la garanzia in favore dello Stato o dell'ente impositore delle sanzioni previste all'articolo 39, comma 1, lettera a) del Decreto Legislativo n. 241 del 1997 (sanzioni da Euro 258,23 ad Euro 2.582,28). Tali disposizioni, benchè siano norme di Legge nel nostro Paese, risultano, ad un primo esame, in contrasto con il divieto di assicurazione delle sanzioni inflitte all'Assicurato stabilito all'art. 12 del Decreto Legislativo n. 209 del 7.9.2005 nonchè nel Regolamento IVASS n. 29 del 16.3.2009.
Ma c'è di peggio: infatti lo stesso decreto n. 175 stabilisce che [all'art. 39 - Sanzioni - del Dlgs 241 del 9 Luglio 1997]"a) nel comma 1, lettera a), dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: «Salvo il caso di presentazione di dichiarazione rettificativa, se il visto infedele e' relativo alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalita' di cui all'articolo 13, del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, i soggetti indicati nell'articolo 35 sono tenuti nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore al pagamento di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell'articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.
Quindi le imposte e tasse e persino gli interessi dovuti dal contribuente sono posti a carico del CAF (Impresa o Professionista) e di conseguenza a carico degli Assicuratori.

Il tormentato iter dell'attività dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF) professionisti è di nuovo alla ribalta delle cronache. Infatti come è a tutti noto l'attività  di CAF Impresa, soprattutto svolta da imprese legate ai Sindacati dei Lavoratori, da quando è partita ha sempre visto sul fronte opposto i Professionisti (Commercialisti) che reclamavano, a ragione, il loro diritto di svolgere la medesima attività . Si tratta di una attività  marginale per i Professionisti mentre si tratta di una attività  molto importante dal punto di vista economico per quanto riguarda i CAF Imprese. Tuttavia con vari artifici lo Stato aveva sempre cercato di escludere da questa attività  i Professionisti fino a quando il Garante della Concorrenza e del Mercato ha stabilito che anche i Professionisti hanno il pieno diritto di svolgere questa funzione che richiede però l'autorizzazione alla Direzione Regionale delle Entrate di competenza. Per svolgere tale attività  occorre ottemperare all'obbligo assicurativo di cui all'Art.22 del D.M. 19 maggio 1999 n. 164 che recitava, all'Art. 22. "Garanzie. I professionisti ed i certificatori stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità  civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonchè al numero dei visti di conformità , delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiore a due miliardi di lire (Euro 1.032.913,80), al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività  prestata." è stato all'improvviso (come purtroppo spesso avviene in Italia) modificato dall'attuale Governo che con il decreto legislativo n. 175 del 21 Novembre 2014 in vigore dal 13.12.2014 ha cambiato tramite l'art. 6 di tale decreto il testo dell'art. 22 del D.M. 19 maggio 1999 come segue: Art. 22 "Garanzie. I professionisti ed i certificatori stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonchè al numero dei visti di conformità , delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiore a tre milioni di euro, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall'attività prestata e al bilancio dello Stato o del diverso ente impositore le somme di cui all'art. 39 comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241"
Tuttavia andando a leggere la normativa si scopre che chi appone un visto infedele rischia una sanzione da Euro 258,23 ad Euro 2.582,28" (art. 39 comma 1 lettera a del Decreto Legislativo n. 241 del 9.7.1997) Tale sanzione, come giustamente ha stabilito l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo ISVAP ora IVASS con circolare n. 246/1995 del 22.5.1995 non è in alcun modo assicurabile. Il divieto ad assicurare le sanzioni amministartive viene anche ribadito all'Art. 12 del Decreto Legislativo 209 del 7.9.2005,nonchè con il Regolamento IVASS n. 29 del 16.3.2009. Ma allora viene da chiedersi che cosa deve coprire la polizza obbligatoria per i CAF, posto che l'unico evento che rischiano i CAF è una sanzione amministrativa a loro carico e come tale non assicurabile? Alla domanda non viene data risposta se non una ulteriore richiesta che gli Assicuratori non oppongano a terzi eventuali franchigie presenti in polizza. Se l'azione diretta del danneggiato nei confronti degli Assicuratori non è ammessa, come potranno mai opporre a terzi la franchigia gli Assicuratori?

Inoltre dal 2010 all'Art. 10 del dl 1.7.2009 n. 78 convertito in legge 3.8.2009 n. 102 è stabilito l'obbligo di visto di conformità  per le aziende che effettuino compensazioni IVA di importo superiore a Euro 15.000,00. Anche per l'apposizione di visto di conformità  viene richiesta la polizza di assicurazione obbligatoria che stando alla circolare della Direzione Centrale delle Agenzie delle Entrate (Circolare n. 21/E del 4.5.2009) prevede oltre all'obbligo di assicurazione, la non opponibilità  a terzi della franchigia, i 5 anni di postuma, anche l'ulteriore richiesta che il massimale di detta polizza sia dedicato esclusivamente all'attività  di apposizione dei visti con una autonoma copertura assicurativa.
Tali concetti sono stati ribaditi nella circolare n. 57/E del 23.12.2009 che ha anche introdotto il nuovo concetto che l'apposizione dei visti potrà  avvenire solo dopo l'iscrizione del Professionista nell'elenco informatizzato dei soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità.
Inoltre, in contrasto con il disposto del Codice Civile Italiano, la Direzione Regionale delle Entrate richiede una "copia conforme" del contratto di assicurazione. Questa ulteriore richiesta rende indispensabile l'invio di un documento cartaceo in aperto contrasto alle politiche del Governo che, al contrario, aveva annunciato l'utilizzo degli strumenti informatici per ridurre le spese nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

La recente estensione dell'utilizzo dell'assistenza fiscale mediante apposizione del visto di conformità anche alle compensazioni di crediti tributari per importi superiori ad Euro 15.000,00 ha portato numerosi Professionisti a formulare il quesito se l'obbligatoria assicurazione necessaria per poter apporre il visto fosse valida anche nel caso in cui tale visto sia apposto alla dichiarazione dello stesso Professionista assicurato. Poichè l'assicurazione obbligatoria per l'assistenza fiscale mediante apposizione dei visti protegge il patrimonio dell'assicurato dalle richieste di risarcimento pervenute dai terzi, inclusi i propri clienti, ne consegue che tale assicurazione non è efficace e non può essere estesa alla copertura dei danni subiti dall'assicurato stesso in quanto sussiste il divieto di assicurare le sanzioni inflitte all'Assicurato salvo quanto stabilito all'art. 18 del Regolamento IVASS n. 29 del 16.3.2009.  Inoltre il divieto di assicurazione delle Sanzioni Amministrative è stato anche ribadito all'art. 12 del Decreto Legislativo n. 209 del 7.9.2005 nonchè nel Regolamento IVASS n. 29 del 16.3.2009.. Stante questa situazione valida per tutte le Imprese di Assicurazione operanti in Italia e stante l'obbligatorietà dell'assicurazione per l'autorizzazione all'apposizione del visto dobbiamo ritenere che il Professionista abilitato all'apposizione del visto non possa apporlo alla propria dichiarazione così come alle dichiarazioni dei soggetti non considerati terzi dal contratto assicurativo e ciò anche in contrasto con informazioni differenti provenienti da una Direzione Regionale delle Entrate.

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